L'esfoliazione chimica sostituisce l'attrito con una reazione: invece di grattare via le cellule morte, si allentano i legami che le tengono attaccate. Il risultato è più uniforme e meno traumatico. Ma la parola "acido" copre famiglie che si comportano in modo molto diverso, e la scelta sbagliata è il motivo più comune per cui una pelle finisce irritata.
Due variabili, non una
Il criterio non è la potenza dichiarata. Sono due proprietà fisiche.
La prima è la solubilità. Gli alfa-idrossiacidi sono idrosolubili: restano nello strato corneo e lavorano sulla superficie. I beta-idrossiacidi sono liposolubili: attraversano il sebo ed entrano nel follicolo. È la ragione per cui su un comedone l'acido salicilico rende e un AHA no — non perché sia più forte, perché arriva dove serve.
La seconda è il peso molecolare. A parità di famiglia, una molecola piccola entra in fretta e concentra la sua azione; una grande entra lenta e distribuita. L'acido glicolico pesa 76 dalton, l'acido lattico 90, l'acido mandelico 152. Quella scala è anche la scala della tollerabilità, in ordine inverso.
Chi serve a chi
Il glicolico è il più rapido e il più incisivo sulla grana e sul colorito spento. È anche quello che lascia più facilmente la pelle rossa e tirata.
Il lattico è l'unico che, mentre esfolia, aumenta l'idratazione: fa parte del Natural Moisturizing Factor cutaneo e stimola la sintesi di ceramidi. È la scelta ovvia sulla pelle secca, dove il glicolico peggiora la sensazione di tiraggio.
Il mandelico, grande e lento, è indicato sulla pelle sensibile e sulle carnagioni più scure, dove un'esfoliazione aggressiva può lasciare iperpigmentazioni peggiori del problema di partenza.
L'acido salicilico, unico BHA di uso comune, lavora dentro il poro ed è antinfiammatorio.
I PHA — gluconolattone, acido lattobionico — sono poliidrossiacidi con più gruppi ossidrilici: molecole ancora più grandi, umettanti, indicati dove tutto il resto pizzica.
Il numero che quasi nessuno dichiara
Un acido esfolia solo nella sua forma libera, non salificata. Sopra pH 4 la quota libera crolla e con essa l'effetto. Un prodotto al 10% a pH 5 fa meno di un prodotto al 5% a pH 3,5. La percentuale senza il pH è mezza informazione, e i marchi che dichiarano entrambi stanno dicendo qualcosa di verificabile.
Il vero errore
Non è scegliere l'acido sbagliato: è usarne troppi. Un esfoliante la sera, non tre; mai insieme a un retinoide nella stessa applicazione; protezione solare la mattina, perché uno strato corneo appena assottigliato si difende peggio.
E un segnale da leggere al contrario: se la pelle si desquama ed è anche secca, l'istinto di sospendere tutto è comprensibile e quasi sempre sbagliato. Serve un esfoliante che idrati.
Ogni acido ha la sua scheda, con nome INCI e concentrazioni d'uso, nella Biblioteca degli Ingredienti.