AHA e BHA: come si sceglie un esfoliante chimico

|Laboratorio Hunger Ricci
Un limone tagliato a metà con la polpa verso l'obiettivo, campo azzurro

L'esfoliazione chimica sostituisce l'attrito con una reazione: invece di grattare via le cellule morte, si allentano i legami che le tengono attaccate. Il risultato è più uniforme e meno traumatico. Ma la parola "acido" copre famiglie che si comportano in modo molto diverso, e la scelta sbagliata è il motivo più comune per cui una pelle finisce irritata.

Due variabili, non una

Il criterio non è la potenza dichiarata. Sono due proprietà fisiche.

La prima è la solubilità. Gli alfa-idrossiacidi sono idrosolubili: restano nello strato corneo e lavorano sulla superficie. I beta-idrossiacidi sono liposolubili: attraversano il sebo ed entrano nel follicolo. È la ragione per cui su un comedone l'acido salicilico rende e un AHA no — non perché sia più forte, perché arriva dove serve.

La seconda è il peso molecolare. A parità di famiglia, una molecola piccola entra in fretta e concentra la sua azione; una grande entra lenta e distribuita. L'acido glicolico, con i suoi 76 dalton, è il più piccolo degli alfa-idrossiacidi: è il motivo per cui è il più rapido, e anche quello che chiede più attenzione.

Chi serve a chi

Il glicolico è il più rapido e il più incisivo sulla grana e sul colorito spento. È anche quello che lascia più facilmente la pelle rossa e tirata.

Sulla pelle secca o sensibile il glicolico non va escluso, va dosato: a concentrazione bassa, intorno al 3-5%, lavora più da idratante che da esfoliante. L'altra strada è la maschera da risciacquo, che limita il tempo di contatto e quindi l'irritazione.

Sulle carnagioni più scure la regola è la gradualità: un'esfoliazione aggressiva può lasciare iperpigmentazioni peggiori del problema di partenza.

L'acido salicilico, unico BHA di uso comune, lavora dentro il poro ed è antinfiammatorio.

Glicolico e salicilico si combinano bene: uno lavora sulla superficie, l'altro dentro il poro. È la coppia che si trova nelle maschere esfolianti della linea Renouvelle, in formula da risciacquo.

Il numero che quasi nessuno dichiara

Un acido esfolia solo nella sua forma libera, non salificata. Sopra pH 4 la quota libera crolla e con essa l'effetto. A parità di percentuale, il pH cambia il risultato. La percentuale senza il pH è mezza informazione, e i marchi che dichiarano entrambi stanno dicendo qualcosa di verificabile.

Il vero errore

Non è scegliere l'acido sbagliato: è usarne troppi. Un esfoliante la sera, non tre; mai insieme a uno scrub nella stessa applicazione; protezione solare la mattina, perché uno strato corneo appena assottigliato si difende peggio.

E un segnale da leggere al contrario: se la pelle si desquama ed è anche secca, l'istinto di sospendere tutto è comprensibile e quasi sempre sbagliato. Serve ridurre la frequenza e affiancare un idratante, con glicerina o pantenolo.

I due acidi hanno la loro scheda, con nome INCI e concentrazioni d'uso, nella Biblioteca degli Ingredienti.

Scritto dal Laboratorio Hunger Ricci

Dr. Gabriella Hunger Ricci AG, Novazzano, Canton Ticino. Formuliamo dal 1976.

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