Nell'INCI di una crema convivono due categorie di ingredienti con destinatari diversi. Alcuni lavorano sulla pelle. Altri lavorano sul prodotto, e senza di loro il prodotto non arriverebbe integro alla fine della sua vita utile.
Antiossidanti, due mestieri distinti
La stessa parola indica due funzioni che non vanno confuse.
Come additivo tecnico, l'antiossidante protegge la formula dall'ossidazione, cioè ne garantisce stabilità e durata. Come ingrediente funzionale, protegge la pelle dai radicali liberi, ed è in questo ruolo che compare nei claim anti-età.
Trovare tocoferolo in etichetta non dice, di per sé, in quale dei due ruoli sia stato inserito. Lo suggerisce la posizione nella lista e il tipo di prodotto.
Perché gli oli vegetali sono fragili
Le sostanze grasse vegetali sono le più esposte all'ossidazione, per il loro alto contenuto di acidi grassi insaturi. La regola è diretta: più alto il grado di insaturazione, maggiore il rischio. Lo stesso doppio legame che rende un olio fluido e penetrante lo rende anche instabile.
I cofattori che innescano il processo sono quattro: ossigeno, luce, calore e metalli. L'irrancidimento non altera solo colore e odore, genera sottoprodotti irritanti.
Il dosaggio tipico di un antiossidante va da 0,01 a 0,5 per cento, e sono frequenti le combinazioni sinergiche, come vitamina C e vitamina E insieme.
I chelanti, il presidio meno visibile
I sequestranti, o chelanti, catturano gli ioni metallici, in particolare ferro e rame, che catalizzano la perossidazione degli acidi grassi insaturi. Sono molecole con "chele" che bloccano i cationi.
Il dosaggio è minimo, tra 0,05 e 0,2 per cento, ma l'efficacia è sproporzionata rispetto alla quantità. Legando anche calcio e magnesio, che servono alla stabilità delle membrane e all'attività enzimatica dei microrganismi, potenziano indirettamente anche il sistema conservante.
In etichetta si riconoscono come EDTA, citrati, fitati.
Il contenitore è parte della formula
Sui quattro cofattori dell'ossidazione si interviene anche fuori dalla formula: dispositivi airless, contenitori non trasparenti, niente contenitori metallici, conservazione al riparo da luce e calore.
Un olio vegetale pregiato in un flacone trasparente lasciato su una mensola illuminata è una scelta di packaging che lavora contro il prodotto.
Come rileggere l'etichetta
Un INCI corto non è automaticamente un INCI migliore. Una formula ricca di oli insaturi e priva di antiossidanti e chelanti è una formula destinata a irrancidire, e i sottoprodotti dell'irrancidimento sono irritanti.
Quelle poche voci apparentemente tecniche in fondo alla lista sono spesso il motivo per cui il prodotto è ancora buono al secondo mese di utilizzo.
Nella Biblioteca degli Ingredienti gli attivi antiossidanti sono descritti con nome INCI e azione cosmetica.