I ventotto giorni della pelle: il ciclo di rinnovamento

Pila di lastre di vetro ruotate a spirale su campo rosso

La superficie che tocchi quando ti passi una mano sul viso è fatta di cellule morte. Non è un difetto: è il punto di arrivo di un processo che dura ventotto giorni e che ricomincia senza interruzioni.

Il percorso

Tutto parte dallo strato basale, il più profondo dell'epidermide, dove i cheratinociti si dividono. Da lì cominciano a risalire, e mentre risalgono cambiano forma e contenuto.

Nello strato granuloso compaiono i granuli di cheratoialina, ricchi di filaggrina, la proteina che aggrega i filamenti di cheratina in fasci ordinati. Arrivata in superficie, la cellula ha perso il nucleo ed è diventata un corneocita: una lamella piatta di cheratina.

Ventotto giorni, divisi in due metà

Il ciclo si scompone in due fasi di uguale durata. Quattordici giorni di migrazione dallo strato basale allo strato corneo, e altri quattordici giorni di permanenza nello strato corneo prima della desquamazione.

La seconda metà non è tempo sprecato: è in quei quattordici giorni che il corneocita fa il suo lavoro di barriera, cementato ai vicini dai lipidi intercellulari.

Il ritmo rallenta

Con l'età il turnover diventa più lento. Le cellule morte restano in superficie più a lungo, e da qui derivano l'aspetto spento, la superficie meno uniforme e la minore capacità di riflettere la luce che si associano alla pelle matura.

È la ragione per cui l'esfoliazione ha senso: non perché tolga qualcosa alla pelle, ma perché accompagna un processo che ha perso velocità.

Perché questo ritmo detta i tempi dei trattamenti

Un ciclo completo dura quattro settimane. Significa che qualunque cambiamento reale nella qualità della superficie cutanea richiede almeno quel tempo per manifestarsi, perché prima devono arrivare in superficie cellule formatesi dopo l'inizio del trattamento.

Valutare un prodotto dopo tre giorni non ha senso fisiologico. Quello che si vede in tre giorni è idratazione superficiale, che è un effetto reale ma diverso e reversibile in poche ore.

Vale anche il contrario, ed è la parte che si dimentica: l'esfoliazione troppo frequente interferisce con un ciclo che ha i suoi tempi, assottiglia lo strato corneo e aumenta la perdita d'acqua. Più spesso non vuol dire meglio.

Nella Biblioteca degli Ingredienti gli attivi esfolianti sono descritti con il loro meccanismo d'azione, meccanico, chimico o enzimatico.