Lo strato corneo è una barriera a doppio senso: limita ciò che esce e limita ciò che entra. Non è però impenetrabile, e capire come le sostanze la attraversano chiarisce quali promesse cosmetiche siano plausibili e quali no.
Tre ostacoli, non uno
Una molecola che arriva dall'esterno ne incontra tre in sequenza. Il primo è il film idrolipidico. Il secondo è lo strato corneo vero e proprio, con i corneociti legati da desmosomi e cementati dai lipidi intercellulari. Il terzo è meno noto e altrettanto reale: la barriera elettrostatica negativa dello strato corneo, che si oppone al passaggio di elettroliti e di corpi carichi negativamente.
Le vie disponibili
La via transcellulare attraversa i corneociti e il cemento lipidico per diffusione passiva. È la più diretta, ma richiede molecole piccole e con un buon coefficiente di ripartizione.
La via intercellulare passa solo attraverso il cemento lipidico, senza attraversare le cellule. È più tortuosa ma resta la via preferenziale per la maggior parte delle molecole, favorita per le liposolubili e percorribile anche dalle idrosolubili attraverso i canali formati dalle teste polari dei lipidi.
La via transfollicolare sfrutta i follicoli piliferi. È rapida ma di portata modesta, perché i follicoli occupano circa lo 0,1 per cento della superficie corporea. Una volta dentro, però, la progressione verso derma e ipoderma è veloce, perché le membrane da attraversare sono molto più permeabili dello strato corneo.
La via transghiandolare, attraverso le ghiandole sudoripare, è considerata trascurabile.
I numeri che decidono
Penetrano con maggiore facilità le molecole con peso molecolare inferiore a 500 Dalton, con un coefficiente di ripartizione ottanolo/acqua ottimale (Log P tra 2 e 3) e con basso punto di fusione.
Questo è il motivo per cui collagene e acido ialuronico ad alto peso molecolare non raggiungono il derma: sono troppo grandi. Non è un difetto di formulazione, è fisica. Agiscono in superficie come filmogeni idratanti, che è una funzione utile e va dichiarata per quella che è.
Cosa modifica la penetrazione
Lo spessore dello strato corneo è il fattore principale: più è spesso, minore la penetrazione. È massimo su palmi e piante, minimo sul contorno occhi. La pelle anziana ha uno strato corneo ridotto e quindi più penetrabile; la pelle abbronzata è più spessa e meno penetrabile.
L'idratazione aumenta il passaggio, perché le lamelle rigonfiano e oppongono meno resistenza. Il calore lo aumenta rendendo più fluidi i lipidi; il freddo lo riduce. Anche gravidanza e ciclo mestruale modificano la permeabilità per via ormonale.
Un limite che è anche un obiettivo
Un attivo cosmetico deve agire nell'epidermide ed eventualmente nel derma. Il passaggio in circolo, l'effetto sistemico, non è un traguardo: è un effetto indesiderato da evitare. "Penetra in profondità" è un claim che, portato alle estreme conseguenze, descriverebbe un farmaco.
Nella Biblioteca degli Ingredienti ogni fitoattivo è descritto con la sua azione reale, senza estenderla oltre quello che la molecola può fare.