Couperose: cosa succede sotto il rossore

Una foglia di bietola con le nervature rosse in evidenza, su fondo diviso da una diagonale, metà azzurra e metà bianco osso

Comincia quasi sempre allo stesso modo: il viso si arrossa per un bicchiere di vino, per un piatto caldo, per il passaggio dal freddo all'interno riscaldato. All'inizio il rossore passa in mezz'ora. Poi passa in un'ora. Poi, un giorno, non passa più del tutto, e sulle ali del naso e sugli zigomi si intravedono delle striature sottili e rosse. In quel punto la couperose è già installata.

Il meccanismo, in ordine

Il primo stadio si chiama eritema transitorio. I capillari del derma superficiale si dilatano in risposta a uno stimolo, il sangue affluisce, la pelle si scalda e si colora. È una reazione fisiologica normale, che tutti hanno.

Quello che non è normale è la frequenza. Un capillare è un vaso di calibro minimo, con una parete sottilissima, e la sua elasticità non è infinita. Dilatazioni ripetute molte volte al giorno, per anni, portano a una perdita di tono della parete: il vaso si dilata e non torna più al diametro di partenza.

A quel punto il rossore diventa permanente ed entra nel secondo stadio, quello delle teleangectasie: i capillari visibili, quelle striature rosse a ragnatela sulle guance e attorno al naso. Sono vasi dilatati stabilmente, non un colorito.

Questa distinzione è la cosa più importante di tutto l'articolo, perché il primo stadio è reversibile e il secondo no. Su un capillare già dilatato in modo permanente nessun cosmetico può richiudere la parete.

Che cosa lo scatena

Le cause sono in parte costituzionali: pelle chiara, fototipo basso, derma sottile, familiarità. Su queste non si interviene.

Sui fattori scatenanti invece sì, ed è lì che si gioca la partita. Gli sbalzi termici sono i primi: il freddo intenso, il vento, il passaggio brusco da fuori a un ambiente molto riscaldato, l'acqua troppo calda sul viso, la sauna. Poi gli alimenti che provocano vasodilatazione: alcol, cibi molto speziati, bevande bollenti. Poi il sole, che oltre a dilatare degrada il collagene che sostiene la parete del vaso. E infine i detergenti aggressivi e gli esfolianti energici, che assottigliano ulteriormente una pelle già sottile.

Su cosa un cosmetico può agire

Su tre fronti, tutti reali ma nessuno miracoloso.

Rinforzare la parete del vaso. È il fronte dei vasoprotettori vegetali, ed è quello che ha più senso in fase precoce: estratto di vite rossa, rusco, ippocastano, mirtillo, centella asiatica. Sono flavonoidi e saponine che sostengono il tono capillare.

Spegnere l'infiammazione. Il rossore cronico è anche infiammazione, e qui lavorano bisabololo, camomilla, liquirizia e niacinamide, che ha in più il vantaggio di rinforzare la barriera.

Proteggere. Una barriera integra e una protezione solare quotidiana rallentano l'evoluzione più di qualunque siero. I filtri minerali, a base di biossido di titanio, sono in genere meglio tollerati su questa pelle.

Quando non è più couperose

Se al rossore si aggiungono papule e pustole, se compare bruciore o sensazione di sabbia negli occhi, se il naso si ispessisce, non si tratta più di un inestetismo vascolare: si è entrati nel territorio della rosacea, che è una condizione dermatologica e richiede il medico. Un'estetista può accompagnare, non curare, e riconoscere il confine fa parte del mestiere.

Sui capillari già visibili, gli strumenti che funzionano davvero, laser vascolare e luce pulsata in ambito medico, non sono cosmetici. Dirlo prima evita anni di creme comprate con l'aspettativa sbagliata.

Gli attivi citati hanno una scheda nella Biblioteca degli Ingredienti.