La pelle trattiene l'acqua che contiene. Sembra ovvio, ed è invece il risultato di due strutture distinte che lavorano insieme e che possono indebolirsi separatamente: il film idrolipidico in superficie e il cemento lipidico tra le cellule dello strato corneo.
Il film idrolipidico
È un'emulsione naturale che ricopre la pelle. La fase acquosa è il NMF, il Natural Moisturizing Factor; la fase grassa è composta da sebo e lipidi epidermici; a tenerle unite sono emulsionanti prodotti dalla pelle stessa, fosfolipidi e colesterolo.
Il NMF è una miscela di sostanze igroscopiche: aminoacidi liberi per circa il 40 per cento, con prevalenza di serina, acido pirrolidoncarbossilico al 12, lattati e acido lattico al 12, urea al 7, più elettroliti. Svolge tre azioni contemporanee: trattiene acqua, acidifica la superficie, tampona le variazioni di pH.
Il punto delicato è che il NMF è composto da sostanze idrosolubili. Un risciacquo prolungato con sola acqua basta a portarne via una parte.
Il cemento lipidico
Sotto la superficie, i corneociti dello strato corneo sono tenuti insieme da una matrice grassa prodotta dai corpi di Odland dello strato granuloso: ceramidi per il 40-50 per cento, colesterolo e derivati per il 30-40, acidi grassi per circa il 15. È la struttura che rende lo strato corneo impermeabile.
Il sebo, che costituisce il 95 per cento dei lipidi di superficie, ha una composizione diversa: trigliceridi al 40 per cento, acidi grassi liberi al 20, cere esterificate al 20, squalene al 15. Il suo acido grasso caratteristico, l'acido sapienico, non si trova in nessun'altra specie: il nome deriva da Homo sapiens.
La TEWL, misura dell'efficienza
La perdita d'acqua attraverso la cute si chiama TEWL, Transepidermal Water Loss, ed è l'indicatore più diretto dell'efficacia della funzione barriera. In condizioni fisiologiche si attesta sui 300-400 millilitri al giorno.
Aumenta con gli ambienti caldi e secchi, con l'età, con i detergenti troppo aggressivi e gli esfolianti usati con eccessiva frequenza, e ovviamente in presenza di lesioni cutanee. Quando la TEWL sale, la pelle si disidrata anche applicando prodotti idratanti: l'acqua entra e se ne va.
Che cosa cambia nella pratica
Alipica e disidratata non sono la stessa cosa. Alla pelle alipica manca la componente grassa; alla pelle disidratata mancano acqua e NMF. Una pelle grassa può essere disidratata, ed è un caso tanto frequente quanto frainteso.
Sul piano cosmetico questo significa due strategie distinte: reintegrare i lipidi con ceramidi, squalano e film sebosimili, oppure reintegrare i fattori idratanti con NMF, urea, acido ialuronico e sostanze filmogene che rallentano l'evaporazione. Nella maggior parte dei casi servono entrambe, in proporzioni diverse.
Nella Biblioteca degli Ingredienti ogni fitoattivo è descritto con nome INCI e azione cosmetica, così da riconoscere quale componente della barriera va a sostenere.