La melanina non è un colore: è uno schermo. Capire come viene prodotta e dove si deposita spiega parecchie cose, compreso perché l'abbronzatura sia una risposta di difesa e non un segno di salute.
Chi la produce
I melanociti sono cellule dendritiche che risiedono nello strato basale dell'epidermide. Nello strato basale se ne trova uno ogni cinque-dieci cheratinociti, e il loro numero è sostanzialmente simile in tutte le etnie. A differire non è la quantità di melanociti, ma la loro attività e il tipo di melanina che producono.
L'unità melanico-epidermica
Ogni melanocita allunga i propri dendriti fino a raggiungere circa trentasei cheratinociti. Questo insieme funziona come una singola unità: il melanocita produce, i cheratinociti ricevono.
La produzione parte dalla tirosina, che per azione della tirosinasi diventa DOPA, poi dopachinone, poi melanina. Il pigmento viene confezionato in organuli chiamati melanosomi e trasferito ai cheratinociti attraverso i dendriti.
Il dettaglio che conta
Arrivati nel cheratinocita, i melanosomi non si distribuiscono a caso. Si dispongono sopra il nucleo, formando una sorta di cappuccio che intercetta la radiazione ultravioletta prima che raggiunga il DNA.
È una protezione mirata al materiale genetico, non un rivestimento uniforme della cellula. E dice tutto sulla natura del fenomeno: la pelle produce pigmento perché sta ricevendo un danno da cui difendersi.
Due melanine diverse
L'eumelanina è bruna o nera ed è fotoprotettiva. La feomelanina è giallo-rossa e protegge molto meno. Il rapporto tra le due, determinato geneticamente, spiega perché fototipi diversi rispondono in modo così diverso alla stessa esposizione.
La melanogenesi è stimolata dalla radiazione ultravioletta, dall'ormone melanotropo, dagli estrogeni e dall'ACTH. Questo spiega anche perché alcune iperpigmentazioni compaiano in fasi ormonali particolari, indipendentemente dal sole.
Cosa se ne ricava, in pratica
La protezione solare non serve a contrastare l'abbronzatura: serve a ridurre lo stimolo che la provoca. E gli antiossidanti topici non sostituiscono un filtro, lavorano su un fronte diverso, quello dei radicali liberi generati dall'esposizione.
Nella Biblioteca degli Ingredienti gli attivi antiossidanti e uniformanti sono descritti con nome INCI e azione cosmetica.