La superficie della pelle è acida. Il film idrolipidico che la ricopre ha un pH compreso tra 4,5 e 5,5, e questa acidità non è un dettaglio di laboratorio: è una difesa.
Quanto è acida, e dove
Il valore medio è circa 5,5 nella donna e circa 5 nell'uomo, leggermente più acido. Cambia anche secondo la sede: il viso si colloca tra 4,8 e 5,5, il corpo intorno a 5,6, il cavo ascellare può arrivare a 6,5.
A produrre e mantenere questa acidità è il NMF, il Natural Moisturizing Factor, che oltre a trattenere acqua svolge una funzione acidificante e una tamponante: riporta il pH nel suo intervallo fisiologico dopo che qualcosa lo ha spostato.
Perché conta
Il pH acido ostacola la proliferazione di batteri, muffe e lieviti, e favorisce la flora residente, che a sua volta compete con i patogeni e produce acidi grassi ad azione antibatterica.
Quando il valore si sposta verso la neutralità o l'alcalinità, la pelle diventa più suscettibile a infezioni batteriche e micotiche. Le cause tipiche sono una detersione scorretta protratta nel tempo, alcune condizioni cutanee e la pelle seborroica. Riportare il pH ai valori fisiologici è uno degli obiettivi primari di qualunque trattamento.
Saponi e syndet
Qui la differenza diventa molto concreta. I saponi veri sono sali alcalini di acidi grassi ottenuti per saponificazione: hanno pH basico, tra 8 e 10, e un potere sgrassante elevato che rimuove anche i lipidi cutanei protettivi.
I syndet, diffusi dai primi anni Sessanta, sono miscele di tensioattivi sintetici il cui pH è regolabile in formulazione. Una miscela di tre o più tensioattivi diversi risulta generalmente più dermocompatibile di un tensioattivo singolo.
Il pH corretto dipende dalla destinazione
Non esiste un valore giusto in assoluto. Un prodotto viso si avvicina al pH cutaneo, tra 4,5 e 5,5. Uno struccante per il contorno occhi punta invece a un pH intorno a 7, perché il liquido lacrimale è neutro e valori troppo acidi provocano fastidio e lacrimazione. I detergenti intimi si collocano intorno a 3,5, gli shampoo tra 6 e 7. Un esfoliante ha per definizione un pH basso: è la sua condizione di lavoro.
Confrontare il pH dichiarato di un prodotto con la sua destinazione d'uso è uno dei controlli più rapidi e più utili che si possano fare davanti a un'etichetta.
Nella Biblioteca degli Ingredienti ogni fitoattivo selezionato dal laboratorio è descritto con nome INCI e azione cosmetica.