Tensioattivi e HLB: come si sceglie un detergente

Vaschetta di vetro con olio disperso in perle e bolla di sapone, campo verde

Il tensioattivo è la molecola che tiene insieme ciò che per natura resta separato. Ha una testa idrofila, solubile in acqua, e una coda lipofila, solubile nei grassi: si sistema all'interfaccia tra le due fasi e ne abbassa la tensione.

Il numero che descrive il carattere

L'HLB, Hydrophilic-Lipophilic Balance, è un valore da 0 a 20 che esprime il rapporto tra la parte idrofila e quella lipofila. Non è una misura di qualità, è una descrizione di attitudine.

Valori tra 2 e 6 corrispondono a emulsionanti acqua in olio. Tra 8 e 16 a emulsionanti olio in acqua. Tra 13 e 16 si collocano i detergenti. Sopra 16 i solubilizzanti, quelli che disperdono una fragranza in un tonico mantenendolo trasparente.

Un solubilizzante non è un detergente migliore: fa un altro mestiere.

Le quattro famiglie

I cationici portano carica positiva. Si legano alla cheratina, che è carica negativamente, dando morbidezza ed effetto antistatico: sono la base dei balsami. Non sono buoni detergenti e sono incompatibili con gli anionici.

Gli anionici sono i detergenti classici, schiumogeni ed emulsionanti O/A, molto diffusi, con aggressività che varia sensibilmente da sottofamiglia a sottofamiglia.

Gli anfoteri cambiano comportamento secondo il pH: cationici in ambiente acido, anionici in ambiente basico. Detergono meno degli anionici ma ne riducono l'aggressività e ne aumentano la viscosità. Le betaine appartengono a questa famiglia.

I non ionici non hanno carica. Questo li rende compatibili con tutto, indifferenti al pH, poco aggressivi e molto ben tollerati: sono i più usati nelle emulsioni.

Come si costruisce un detergente

Non con un tensioattivo, ma con una struttura: un primario, responsabile della detersione, e uno o più secondari che la migliorano e ne smussano l'aggressività. Come regola, una miscela di tre o più tensioattivi diversi risulta più dermocompatibile di un tensioattivo singolo.

La detersione funziona per micelle: superata una certa concentrazione, le molecole si organizzano in sferette con le code rivolte all'interno, dove inglobano lo sporco liposolubile, e le teste all'esterno, che permettono il risciacquo. Lo sporco idrosolubile, invece, va via con la sola acqua.

Sapone e syndet

Il sapone vero è un anionico ottenuto per saponificazione, con pH tra 8 e 10 e un potere sgrassante che rimuove anche i lipidi cutanei protettivi. Il syndet è una miscela di tensioattivi sintetici il cui pH si regola in formulazione: 3,5 per un detergente intimo, 6 o 7 per uno shampoo.

Due idee da abbandonare

La prima: schiuma non significa detersione. Il potere schiumogeno e quello detergente sono proprietà distinte, e un composto molto schiumogeno può detergere poco. La schiuma è un'aspettativa culturale, non un dato tecnico.

La seconda: più aggressivo non vuol dire più pulito. La sensazione di pelle che "tira" dopo il lavaggio segnala che si è rimosso più del necessario.

Nella Biblioteca degli Ingredienti gli attivi dei detergenti sono descritti con nome INCI e azione cosmetica.