Vitamina A in cosmetica: perché scegliamo la forma più delicata

|Laboratorio Hunger Ricci
Tre fialette di vetro ambrato in fila, riempite a livelli diversi, campo oro

Quando su un cosmetico c'è scritto "vitamina A", l'etichetta può nascondere molecole molto diverse fra loro. Nelle formule Hunger Ricci la vitamina A compare in una forma sola, il retinil palmitato, che in INCI si legge Retinyl Palmitate. Spiegare perché proprio quella significa spiegare come la pelle usa la vitamina A.

Una catena di conversioni

La pelle non usa la vitamina A così come arriva. La trasforma, con una serie di passaggi enzimatici, fino a una forma acida: è solo quest'ultima che si lega ai recettori nel nucleo della cellula e cambia il modo in cui la cellula si rinnova.

Ogni forma che si mette in un cosmetico è quindi, a rigore, un precursore. E qui sta la regola che ordina tutta la categoria: più passaggi mancano alla forma attiva, meno la molecola è potente e meglio è tollerata. Non esiste una vitamina A che sia insieme la più forte e la più delicata: è la stessa proprietà letta da due lati.

Dove sta il retinil palmitato

Il retinil palmitato è un estere: la vitamina A legata a un acido grasso, l'acido palmitico. È la forma più lontana dalla molecola attiva, e questo ne fa la più stabile e la meno irritante. Agisce con gradualità, sostenendo il rinnovamento dello strato superficiale e la levigatezza della pelle, senza la fase di arrossamento e desquamazione che molte persone associano alla parola "retinoidi".

Va detto con la stessa chiarezza il rovescio: non è la forma più potente, e non la presentiamo come tale. È la scelta per un uso quotidiano e prolungato, anche su pelli che non tollererebbero forme più spinte. In cosmetica la costanza conta più dell'intensità, e una molecola che si può usare ogni giorno per mesi lavora più di una che si sospende dopo una settimana.

Perché lavora in squadra

Tutta la famiglia della vitamina A è sensibile a luce e ossigeno. Per questo nelle nostre formule il retinil palmitato non è mai da solo: lo accompagnano la vitamina E, la vitamina C nella forma stabile dell'ascorbil palmitato e il gamma orizanolo, e in alcune formule l'acido lipoico. Proteggono la formula dall'ossidazione e, sulla pelle, completano il lavoro con un'azione antiossidante. Delle combinazioni fra vitamine abbiamo scritto in vitamina A e vitamina C insieme.

Il limite europeo

Il Regolamento (UE) 2024/996 fissa un tetto alla vitamina A nei cosmetici, retinil palmitato compreso: 0,05% nelle lozioni per il corpo e 0,3% in tutti gli altri prodotti, espressi come equivalente di retinolo e calcolati sommando tutte le forme presenti. Per i prodotti nuovi vale dal novembre 2025, per quelli già in commercio dal maggio 2027. Lo scopo è contenere l'apporto complessivo di vitamina A, che arriva anche dalla dieta. Per lo stesso motivo sull'etichetta compare l'avvertenza "Contiene vitamina A: tenere presente l'assunzione giornaliera complessiva prima dell'uso". Non è un segnale di pericolo: è una regola di trasparenza.

Cosa guardare in etichetta

Il nome esatto conta più della scritta sul davanti della confezione. Retinyl Palmitate indica la forma che abbiamo descritto qui; nomi diversi indicano molecole con comportamenti diversi.

Conta anche la conservazione: una formula con vitamina A va tenuta lontano da luce diretta e calore, e richiusa bene dopo l'uso. E conta il metodo: applicazione la sera, costanza per almeno due cicli di rinnovamento della pelle, protezione solare la mattina.

Le forme acide della vitamina A non sono cosmetici: sono farmaci, e le prescrive il dermatologo. Se l'obiettivo è un trattamento medico, la strada passa da lì.

La scheda completa, con nome INCI e azione cosmetica, è nella Biblioteca degli Ingredienti.

Scritto dal Laboratorio Hunger Ricci

Dr. Gabriella Hunger Ricci AG, Novazzano, Canton Ticino. Formuliamo dal 1976.

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