Punti neri: perché si formano e perché tornano

Un frammento di carbone nero lucido su fondo diviso da una diagonale, metà azzurra e metà bianco osso

La convinzione più diffusa sui punti neri è anche la più sbagliata: che siano sporco. Se lo fossero, una detersione più energica li toglierebbe, e chiunque abbia provato sa che non succede. Sono neri per una ragione chimica, non igienica, e finché quella ragione resta la stessa il risultato si ripete.

Che cos'è, esattamente

Il nome tecnico è comedone aperto. Dentro un follicolo pilifero si accumulano due cose: il sebo prodotto dalla ghiandola sebacea e le cellule cornee che avrebbero dovuto sfaldarsi e non lo hanno fatto. Quando questo impasto resta in superficie, a contatto con l'aria, succede quello che succede a una mela tagliata: ossida. I lipidi si ossidano e la melanina contenuta nelle cellule cornee si scurisce.

Il colore, quindi, è il segno che il tappo è esposto all'aria. Se lo stesso accumulo resta chiuso sotto un sottile strato di pelle si chiama comedone chiuso, e appare bianco. Stessa sostanza, esposizione diversa.

Perché proprio sul naso

Le ghiandole sebacee non sono distribuite in modo uniforme. Nella zona centrale del viso, naso, fronte e mento, sono più numerose e più grandi. Più sebo prodotto significa più materiale disponibile a ristagnare, e follicoli mediamente più ampi significa che il tappo si vede di più.

Alla produzione di sebo si aggiunge il secondo meccanismo, quello che conta di più: l'ipercheratinizzazione follicolare. Le cellule che rivestono l'interno del follicolo si rinnovano come tutte le altre, ma quando aderiscono fra loro più del dovuto non risalgono e non si staccano. Restano lì, si mescolano al sebo e formano il tappo. È un problema di sfaldamento, non di pulizia.

Perché tornano sempre

Perché la ghiandola continua a produrre. Svuotare un follicolo, in istituto o a casa, rimuove il contenuto ma non cambia né la quantità di sebo né la velocità con cui le cellule si accumulano. Nel giro di qualche settimana lo stesso follicolo si riempie di nuovo.

Questa non è una brutta notizia, è la ragione per cui i punti neri si gestiscono invece di risolversi. Un trattamento che dichiara di eliminarli definitivamente sta promettendo di spegnere una ghiandola, cosa che nessun cosmetico fa.

Cosa aiuta davvero

Le due leve efficaci sono le stesse dei due meccanismi. Sul tappo agisce l'acido salicilico: è liposolubile, quindi entra nel follicolo attraverso il sebo invece di restare in superficie come fanno gli alfa-idrossiacidi. Sulla velocità di accumulo agiscono i retinoidi, che normalizzano il modo in cui le cellule del follicolo si staccano.

La niacinamide lavora sul terzo fronte, contenendo la produzione di sebo e rinforzando la barriera, e l'argilla bianca assorbe la parte superficiale senza aggredire. L'acido azelaico è utile quando ai comedoni si accompagna l'infiammazione.

Cosa invece peggiora

Sgrassare oltre misura è il classico errore che si autoalimenta: una detersione troppo aggressiva danneggia il film idrolipidico, la pelle risponde producendo di più, e il problema si ripresenta amplificato. Vale la pena leggere come funziona la barriera cutanea prima di scegliere un detergente.

Gli scrub abrasivi usati con frequenza irritano la superficie senza raggiungere il tappo, che sta più in basso. I cerotti che si strappano rimuovono la punta ossidata, cioè la parte visibile, e lasciano il resto: il naso sembra pulito per un giorno.

Spremere è il gesto che costa di più. La pressione può rompere la parete del follicolo verso il basso: a quel punto il contenuto finisce nel derma e quello che era un comedone diventa una lesione infiammata, con il rischio di lasciare un segno che dura mesi.

La costanza vale più dell'intensità. Le voci INCI degli attivi citati, con concentrazioni e modalità d'uso, sono nella Biblioteca degli Ingredienti.