Conservante antimicrobico ad ampio spettro
INCIMETHYLPARABEN, ETHYLPARABEN, PROPYLPARABEN, BUTYLPARABEN
Sono i conservanti più studiati della storia della cosmetica e, forse per questo, i più discussi. In Europa non sono vietati: alcuni sono ammessi entro limiti precisi, altri sono stati banditi. La differenza è nel nome esatto.
Che cos’è il gruppo dei parabeni
Sono esteri dell'acido para-idrossibenzoico, una molecola presente in natura in diversi vegetali. Il gruppo comprende molecole diverse fra loro, con nomi che cambiano per un prefisso: metile, etile, propile, butile. Quel prefisso non è un dettaglio: al crescere della catena cambiano sia l'efficacia sia il profilo tossicologico, ed è il motivo per cui la norma li tratta in modo diverso.
A cosa serve in una formula
Un cosmetico che contiene acqua è un terreno di coltura. Senza conservante, muffe e batteri lo colonizzano in giorni, e il rischio per chi lo usa è concreto: un'infezione cutanea è un danno reale, non teorico. I parabeni coprono un ampio spettro di microrganismi, sono efficaci a basse concentrazioni, sono stabili e hanno un tasso di sensibilizzazione fra i più bassi della categoria.
Fanno male?
La domanda merita una risposta precisa, non un sì o un no. In Europa il Regolamento 1223/2009 ammette metilparabene ed etilparabene fino allo 0,4% ciascuno e allo 0,8% come somma; propil- e butilparabene sono stati ristretti allo 0,14% complessivo e vietati nei prodotti da non risciacquare destinati alla zona del pannolino sotto i tre anni. Cinque parabeni a catena lunga — isopropil, isobutil, fenil, benzil e pentilparabene — sono vietati del tutto.
L'allarme mediatico nasce da uno studio del 2004 che rilevò tracce di parabeni in tessuto mammario tumorale. Lo studio non dimostrava un nesso causale, non aveva campioni di controllo di tessuto sano, e non ha trovato conferma negli studi successivi. Il comitato scientifico europeo ha rivalutato più volte la questione e ha confermato la sicurezza entro i limiti in vigore. Il paradosso è che molti prodotti “senza parabeni” li hanno sostituiti con conservanti meno studiati e con tassi di allergia più alti.
Come riconoscerli in etichetta
Cerca la desinenza -PARABEN. Compaiono quasi sempre nell'ultima parte dell'INCI, perché si usano sotto l'1%. Se un'etichetta non contiene né un parabene né un altro conservante riconoscibile, o il prodotto è anidro, oppure c'è qualcosa che non torna.
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Voce di glossario: descrive un ingrediente cosmetico in generale, non necessariamente presente nelle formule Hunger Ricci. Informazioni a finalità divulgativa, non sostituiscono il parere di un professionista.