Occhi gonfi al mattino: da cosa dipende

|Laboratorio Hunger Ricci
Una goccia d'acqua su una foglia verde, su fondo diviso in diagonale fra oro e bianco osso

Ci si sveglia, ci si guarda allo specchio e le palpebre sono più spesse del solito. Il taglio dell'occhio sembra più piccolo, la piega mobile è meno definita, in basso c'è un rilievo morbido che il giorno prima non c'era. Poi si fa colazione, si esce, e dopo un'ora o due la faccia è tornata quella di sempre. È una delle domande più frequenti che arrivano al laboratorio, e la risposta non ha a che fare con la pelle del contorno occhi: ha a che fare con dove sono finiti i liquidi durante la notte.

Che cosa cambia quando ci si sdraia

Il derma è riccamente vascolarizzato: al suo interno corrono vasi sanguigni, vasi linfatici, nervi e annessi cutanei. L'epidermide, che sta sopra, di vasi non ne ha nessuno. Questo significa che tutto quello che entra ed esce dai tessuti superficiali passa da una rete che sta sotto, e quella rete lavora in condizioni diverse a seconda della posizione del corpo.

Il circuito linfatico comincia nei tessuti con capillari a fondo cieco, raccoglie il liquido interstiziale insieme a proteine e cellule immunitarie, lo fa passare per i linfonodi e infine lo restituisce al sangue sboccando nella vena succlavia, alla base del collo. Quando si è in piedi, dal viso a quel punto di scarico si scende. Quando si è sdraiati per sette o otto ore, non si scende più: il percorso diventa orizzontale e il ritorno perde l'aiuto della gravità. Il liquido non sparisce, si distribuisce diversamente, e si accumula dove il tessuto oppone meno resistenza.

Perché proprio le palpebre

Perché è lì che il tessuto oppone meno resistenza di qualunque altra parte del corpo. Lo spessore della pelle varia da circa 0,2 mm sulle palpebre a circa 3 mm sul dorso, sulla nuca e sui palmi: la palpebra è l'estremo sottile della scala, con un derma esile e un tessuto sottostante particolarmente lasso. Un accumulo di liquido che altrove non si vedrebbe nemmeno, lì solleva visibilmente la superficie.

C'è anche una particolarità ghiandolare. Le ghiandole sebacee sono distribuite su tutta la superficie corporea tranne il palmo della mano e la pianta del piede, e quasi ovunque sboccano dentro il follicolo pilifero. Le palpebre, insieme alle labbra e all'area genitale, sono fra le poche zone con ghiandole sebacee libere, che riversano il loro secreto direttamente in superficie. È una delle ragioni per cui questa zona si comporta a modo suo e per cui esistono prodotti pensati apposta: ne abbiamo scritto in a cosa serve davvero un prodotto per il contorno occhi.

Il gonfiore del mattino non è una borsa

Vale la pena tenere separate due cose che nel linguaggio comune finiscono nella stessa parola. Il gonfiore del risveglio è transitorio: c'è alle sette, è quasi sparito alle nove, cambia da un giorno all'altro, peggiora dopo una notte breve o una cena salata. La borsa vera è stabile: c'è alle sette del mattino e c'è ancora alle cinque del pomeriggio, e nelle fotografie di dieci anni fa non c'era.

La differenza conta perché le due cose hanno origini diverse. La prima è una questione di liquidi, e per definizione si riassorbe. La seconda è una questione di volume e di struttura: l'ipoderma è fatto di adipociti organizzati in lobi separati da setti di tessuto connettivo, e il suo spessore cambia con la regione anatomica, con il sesso, con l'età e con lo stato nutrizionale. Anche le rughe, del resto, dipendono in parte dalla ridistribuzione del grasso oltre che dalla perdita di elasticità e dalla mimica. Un rilievo che dipende da come sono disposti i tessuti non si drena, perché non c'è niente da drenare. E non va confuso nemmeno con il colore: le occhiaie sono un problema di pigmento e di trasparenza vascolare, non di spessore.

Sale, alcol, sonno breve, pianto

Sono i quattro fattori che chi ne soffre riferisce più spesso, e conviene essere precisi su quanto il laboratorio può dire di ciascuno. Una cena molto salata e una serata alcolica sono associate, nell'esperienza comune, a un risveglio più gonfio: è un'osservazione solida come esperienza, ma non abbiamo un dato da citare che quantifichi di quanto. Il pianto della sera prima è il caso più chiaro, perché lì il liquido è arrivato nella zona per via diretta. Le notti corte e il sonno agitato rientrano invece nella stessa logica della posizione: quello che cambia è quanto tempo si è passato in orizzontale e in che posizione della testa.

C'è un elemento che agisce nella direzione opposta ed è meno intuitivo: dormire con la testa leggermente più alta riduce l'effetto, perché restituisce al ritorno venoso e linfatico una parte della pendenza che la posizione sdraiata gli toglie. È lo stesso principio che si applica, all'altro capo del corpo, quando si tengono le gambe sollevate la sera: ne abbiamo parlato in gambe gonfie e pesanti.

Quando è un'allergia

Esiste un gonfiore palpebrale mattutino che non segue la regola delle due ore. Nel derma risiedono i mastociti, le cellule che entrano in gioco nelle infiammazioni e nelle reazioni allergiche. Quando sono coinvolti, il quadro cambia aspetto: al gonfiore si aggiungono prurito, arrossamento, lacrimazione, spesso starnuti o naso chiuso, e la cosa si ripete per giorni o per stagioni invece di risolversi in una mattinata. Gli acari della polvere del cuscino e i pollini sono i sospetti abituali, ma il punto operativo non è indovinare la causa: è riconoscere che un gonfiore con prurito che dura è un problema diverso, che si affronta con il medico e non con una crema. Lo stesso vale per un gonfiore su un occhio solo, per un gonfiore doloroso o caldo, o per un gonfiore comparso da poco e che non se ne va.

Che cosa accelera il riassorbimento

Poco, e in modo onesto. Il freddo funziona, ma bisogna sapere che cosa fa: la pelle risponde al freddo con vasocostrizione e al caldo con vasodilatazione, ed è un meccanismo di termoregolazione. Un impacco fresco appoggiato per qualche minuto riduce il calibro dei vasi superficiali e rende la zona temporaneamente meno turgida e meno arrossata. È un effetto reale e completamente reversibile: dura quanto dura. La stessa cosa fa la pietra fredda passata sul contorno, che agisce per temperatura molto più che per il gesto.

Poi c'è il tempo in verticale. Alzarsi, muoversi, camminare: il liquido segue la gravità come l'ha seguita nella direzione opposta durante la notte. Nella maggior parte delle persone il gonfiore del risveglio si risolve da solo entro una o due ore senza che si faccia niente, ed è la ragione per cui i prodotti applicati in quei minuti sembrano funzionare benissimo. Chi vuole verificare l'effetto di qualcosa dovrebbe confrontare due mattine, non due momenti della stessa mattina.

Che cosa può fare un cosmetico

Le formule per il contorno occhi lavorano su tre fronti, con gradi di ambizione molto diversi. Il primo è vascolare e drenante: caffeina, escina, ippocastano, rusco e vite rossa sono le materie prime che la cosmetologia impiega da decenni come vasoprotettori sul microcircolo, e le ritroverete quasi sempre in cima all'INCI di questi prodotti. L'eufrasia appartiene alla tradizione fitoterapica legata all'occhio e viene usata per la componente lenitiva.

Il secondo fronte è l'idratazione. L'acido ialuronico è un glicosaminoglicano fortemente igroscopico, lo stesso che nella sostanza fondamentale del derma trattiene grandi quantità d'acqua e dà turgore; la glicerina lavora nello stesso senso. Sono idratanti, non drenanti: non spostano liquidi, rendono la pelle più compatta e la superficie più liscia, il che su una palpebra sottile si vede più di quanto ci si aspetti.

Il terzo fronte è la tenuta del tessuto nel tempo, ed è il più lento: la centella asiatica è l'attivo classico di questa categoria. Qui non si parla più di mattinate, ma di mesi.

La parte onesta

Nessun cosmetico rimuove una borsa. Se il rilievo è stabile, presente a qualunque ora e indipendente da quanto avete dormito, dipende dalla disposizione dei tessuti e non da un liquido in eccesso: una crema non lo modifica, e una formula che promette di farlo sta promettendo una cosa che un prodotto cosmetico per definizione non può fare. In Europa la funzione di un cosmetico è definita dalla legge come azione sulle parti superficiali del corpo, ed è dentro quel perimetro che si valuta ogni claim. Su come nascono e come si leggono queste affermazioni abbiamo scritto una pagina apposta: il laboratorio.

Sul gonfiore transitorio, invece, un prodotto può fare qualcosa di reale ma modesto: anticipare di poco un riassorbimento che sarebbe comunque avvenuto, rendere la zona meno arrossata per via del freddo, lasciare la pelle più idratata e quindi visivamente più distesa. Non è poco, ma non è una trasformazione. E se il gonfiore prude, dura tutto il giorno, riguarda un occhio solo o è comparso all'improvviso senza una ragione, la risposta giusta non è un cosmetico migliore: è una visita.

Per capire che cosa fa ciascuno degli attivi nominati qui, e a quale famiglia appartiene davvero, il punto di partenza è la Biblioteca degli Ingredienti.

Scritto dal Laboratorio Hunger Ricci

Dr. Gabriella Hunger Ricci AG, Novazzano, Canton Ticino. Formuliamo dal 1976.

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