Rughe: perché arrivano proprio in quei punti

|Laboratorio Hunger Ricci
Una prugna secca profondamente raggrinzita, su fondo diviso da una diagonale, metà rosso e metà bianco osso

Le rughe del viso hanno nomi propri: glabellari fra le sopracciglia, perioculari agli angoli degli occhi, nasolabiali dal naso alla bocca, della marionetta dagli angoli della bocca verso il basso. Hanno un nome perché non compaiono a caso: seguono un disegno che si ripete su quasi tutti, e capire chi lo disegna spiega anche perché alcune rispondano ai cosmetici e altre no.

Chi le disegna

La differenza fra la pelle del viso e quella del resto del corpo è che i muscoli facciali si inseriscono direttamente nella pelle, non solo sull'osso. Quando si contraggono, la pelle si piega. Ogni espressione è una piega, ripetuta migliaia di volte all'anno.

Finché il derma è elastico, la piega si distende appena il muscolo si rilassa. Quando l'elastina si degrada e il collagene si riduce, la piega comincia a restare. La ruga è la memoria di un movimento.

Ecco perché la mappa è così prevedibile: il muscolo corrugatore fra le sopracciglia produce le glabellari, l'orbicolare dell'occhio le perioculari, l'elevatore del labbro e la gravità insieme il solco nasolabiale.

Tre tipi, tre meccanismi

Le dinamiche si vedono solo durante l'espressione e scompaiono a viso rilassato. Sono le prime a comparire, spesso già a trent'anni, e non sono un danno: sono un movimento.

Le statiche restano anche a riposo. Sono le stesse rughe, dopo che la ripetizione ha vinto sull'elasticità. Il passaggio da dinamica a statica è graduale e dipende molto da quanto il derma è stato preservato: qui il fattore che pesa di più non è l'età anagrafica ma il photoaging.

Le rughe da cedimento sono un'altra cosa ancora. Non nascono da una piega ma dalla perdita di volume e di sostegno: i compartimenti di grasso profondo si riducono, i legamenti si allentano, e i tessuti scendono. Il solco nasolabiale profondo e le rughe della marionetta appartengono in larga parte a questa categoria. È il motivo per cui una crema anti-età che funziona benissimo sulle rughe sottili sembra non fare nulla su quelle: sono un problema di architettura, non di superficie.

E le rughe glifiche

C'è un quarto quadro, tipico della pelle molto fotoesposta: una rete fitta di solchi incrociati, come una trama, sul collo, sul décolleté, sulla nuca di chi ha lavorato all'aperto. Si chiamano rughe glifiche e sono il segno dell'elastosi solare, cioè della degradazione massiccia delle fibre elastiche. Non sono rughe d'espressione: sono danno accumulato.

Su cosa agisce davvero un cosmetico

Sul derma, cioè sulla qualità del tessuto in cui la piega si imprime. Gli attivi con evidenza più solida sono i retinoidi, che stimolano i fibroblasti e inibiscono gli enzimi che degradano il collagene, e la vitamina C, che è cofattore obbligato della sintesi del collagene. I peptidi segnale lavorano sullo stesso fronte con effetti più contenuti, e gli antiossidanti come vitamina E, acido ferulico e coenzima Q10 limitano il danno prima che avvenga.

In questa squadra l'acido lipoico merita una riga a parte. Oltre a proteggere le cellule dall'ossidazione lavora contro la glicazione: il processo, silenzioso e continuo, per cui gli zuccheri si legano alle fibre di collagene, le irrigidiscono e le rendono fragili. Un collagene glicato non è collagene in meno, è collagene che non fa più il suo mestiere.

Un gradino più in alto, sulla superficie, agiscono gli acidi della frutta, gli AHA come l'acido glicolico. Il loro compito è fare pulizia: staccano le cellule morte, levigano subito la grana e rimettono in moto il ricambio cellulare, che con gli anni rallenta.

Merita una parola anche la parte grassa della formula, quella che di solito viene liquidata come emolliente e basta. Gli oli e i burri vegetali ricchi di insaponificabili, come il burro di karité e l'olio di avocado, fanno di più: è proprio quella frazione, la parte nobile del grasso, a nutrire in profondità, a impedire all'acqua di evaporare e a sostenere i fibroblasti nel mantenere elastica la struttura.

Sulle rughe sottili, da disidratazione, cioè quelle che si vedono di più a fine giornata, agiscono gli idratanti: l'acido ialuronico rimpolpa lo strato superficiale e le attenua visibilmente. È un effetto reale ma temporaneo, e va saputo.

Sulle rughe da cedimento un cosmetico non fa quasi nulla, e prometterlo è disonesto.

La leva più grande resta gratis

Fra i fattori modificabili, il sole è di gran lunga il primo: si stima che la maggior parte dell'invecchiamento visibile del viso sia estrinseco, cioè evitabile. Poi il fumo, che riduce il microcircolo e attiva gli enzimi che degradano il collagene. Nessun siero compensa quei due.

Le schede degli attivi citati sono nella Biblioteca degli Ingredienti.

Scritto dal Laboratorio Hunger Ricci

Dr. Gabriella Hunger Ricci AG, Novazzano, Canton Ticino. Formuliamo dal 1976.

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