Borse sotto gli occhi: perché non sono occhiaie

|Laboratorio Hunger Ricci
Un cuscinetto di velluto blu con un rilievo, su fondo diviso in diagonale fra azzurro e bianco osso

Davanti allo specchio la distinzione sembra un dettaglio di vocabolario: borse, occhiaie, occhi stanchi. Nella pratica è la differenza fra un inestetismo su cui un cosmetico ha un margine reale e uno su cui non ne ha quasi nessuno. L'occhiaia è un fatto di colore. La borsa è un fatto di volume. Le due cose convivono spessissimo sulla stessa faccia, il che rende ancora più facile confonderle, ma nascono in strati diversi e rispondono a cose diverse.

Qui proviamo a spiegare che cosa c'è davvero sotto l'occhio e perché nessuna crema riduce una borsa vera. Sulle occhiaie in senso stretto abbiamo scritto un articolo a parte: quello che segue riguarda l'altro problema, quello che si vede anche in una fotografia di profilo.

Colore contro volume: come si distinguono

Un'occhiaia si comporta come un'ombra o come una macchia. Cambia con la luce: sotto una lampada dall'alto si accentua, con una luce frontale e diffusa si attenua parecchio. Se la pelle viene distesa delicatamente con un dito, il colore spesso si schiarisce, perché quello che si vede è in gran parte il contenuto dei vasi sottostanti che traspare attraverso una cute molto sottile, oppure un accumulo di pigmento negli strati superficiali.

Una borsa si comporta come un rilievo. È un volume che sporge, e come tutti i volumi si vede meglio di tre quarti o di profilo che frontalmente. Cambiando l'illuminazione non sparisce: cambia soltanto l'ombra che proietta sotto di sé. Anzi, è proprio quell'ombra a far sembrare la zona scura, e questo è uno dei motivi per cui tantissime persone convinte di avere occhiaie hanno in realtà una borsa che si porta dietro la propria ombra.

La terza possibilità è il gonfiore transitorio, che è un'altra cosa ancora: compare al risveglio, riguarda la palpebra e il tessuto attorno, e nell'arco di qualche ora si riassorbe da solo. Ne abbiamo parlato in occhi gonfi al mattino. La borsa vera, quella strutturale, alle cinque del pomeriggio è ancora lì.

Che cosa c'è sotto quella pelle

La palpebra è il punto in cui la pelle umana è più sottile in assoluto: circa 0,2 mm, contro i 3 mm del dorso, della nuca o del palmo della mano. Con un derma così esile, tutto ciò che sta sotto — vasi, pigmento, rilievi — si legge in trasparenza con molta più facilità che altrove. È anche una delle rarissime aree in cui alcune ghiandole sebacee sono libere: non sboccano dentro un follicolo pilifero ma direttamente in superficie, come accade sulle labbra.

Più in profondità, sotto la pelle e sotto il muscolo che chiude l'occhio, c'è tessuto adiposo. Non è grasso "in eccesso" e non dipende dal peso corporeo: è un cuscinetto che sta attorno al bulbo oculare e serve ad ammortizzarlo. Nel tessuto sottocutaneo gli adipociti sono organizzati in lobi separati da setti di tessuto connettivo, ed è esattamente questa architettura a contenerli al loro posto. Il tessuto connettivo, qui come dovunque, è fatto di fibre collagene — che danno resistenza alla trazione — e di fibre elastiche a base di elastina, che formano una rete tridimensionale e permettono al tessuto di tornare alla forma di partenza dopo essere stato deformato.

Finché quella rete regge, il cuscinetto adiposo resta dietro la sua barriera e il profilo sotto l'occhio è liscio. Quando la rete perde tensione, il grasso preme in avanti e la parete cede verso l'esterno: il volume non è aumentato, si è spostato. È la stessa ragione per cui una borsa vera compare spesso presto, anche a trent'anni, in persone magrissime e con una vita regolare. Non è il grasso a essere troppo. È il contenimento ad aver ceduto.

Perché il contenimento cede

La prima ragione è costituzionale. La conformazione dell'orbita, lo spessore della pelle e la qualità del connettivo sono ereditari, e chi ha visto la stessa borsa sul viso di un genitore o di un fratello ha già la risposta più onesta sulla propria. Questo spiega perché il problema non ha una correlazione affidabile con quanto si dorme.

La seconda ragione è il tempo. Nel derma il rimodellamento della matrice è affidato a enzimi chiamati metalloproteasi, che demoliscono collagene, elastina, fibronectina e proteoglicani per permetterne il ricambio. In condizioni di equilibrio lavorano assieme ai loro inibitori naturali, i TIMP, e il tessuto resta in salute. Quando l'equilibrio si sposta — invecchiamento, stress ossidativo, danno cutaneo — l'attività delle metalloproteasi prevale, la matrice viene degradata più di quanto venga ricostruita, e il risultato è perdita di elasticità.

La terza ragione è il sole, che accelera la seconda. Gli UVA, fra 320 e 400 nanometri, penetrano in profondità e sono i principali responsabili del photoaging, con elastosi, macchie e rughe. Il contorno occhi è una delle zone in cui la protezione solare viene applicata peggio, perché brucia, perché si teme che entri nell'occhio, perché ci si dimentica dell'angolo esterno. Su una superficie già sottile, quel risparmio si paga.

Che cosa può fare un cosmetico, davvero

Su un contorno occhi ben formulato ci si può aspettare tre effetti, tutti reali e tutti circoscritti.

Il primo è idratare lo strato corneo, che qui contiene mediamente il 15–20% di acqua contro il 70% degli strati epidermici sottostanti. Attivi idratanti come l'acido ialuronico trattengono acqua in superficie e rendono la pelle temporaneamente più tesa e più liscia: le pieghe fini si leggono meno, e un margine di borsa può sembrare meno marcato perché il contorno è meno increspato. Dura finché si continua a usarlo.

Il secondo è agire sul colore e sul microcircolo della zona. La caffeina ha un effetto vasocostrittore e tonico noto, e sulla componente di gonfiore transitorio si vede spesso qualcosa. Attivi vasoprotettori come l'escina e l'estratto di ippocastano lavorano sulla parete dei piccoli vasi. La niacinamide è utile sulla componente pigmentaria quando c'è. Tutto questo migliora il colore, non il rilievo.

Il terzo è lavorare sulla qualità della pelle nel tempo. La vitamina A sostiene il rinnovamento, la centella asiatica la sintesi di matrice, la vitamina C stabilizzata e gli altri antiossidanti riducono l'attivazione delle metalloproteasi indotta da raggi ultravioletti e radicali liberi. È il bersaglio razionale degli attivi anti-età, e sul contorno occhi si misura in mesi, non in giorni. Va detto anche che questa zona è la più reattiva del viso: un prodotto nuovo va introdotto lentamente, e sospeso se compaiono rossore e desquamazione. Su che cosa distingue un prodotto dedicato da una crema viso normale abbiamo scritto qui.

Quello che il cosmetico non fa

Nessuna di queste tre azioni sposta il tessuto adiposo né ricostruisce una struttura di contenimento che ha ceduto. Sono cose che accadono nel derma profondo e sotto il derma, a una distanza che una formulazione applicata in superficie non copre e non ha alcun modo di coprire. Un cosmetico agisce sugli strati superficiali della pelle: è questo il suo perimetro, ed è anche la definizione legale di che cosa sia un cosmetico. Un prodotto che promettesse di eliminare una borsa starebbe promettendo un'azione che, se fosse vera, lo farebbe uscire dalla categoria dei cosmetici.

Esistono effetti immediati e visibili che appartengono a un'altra logica: i film-forming, polimeri che asciugando formano una pellicola che tende la pelle e attenua il rilievo per qualche ora. Funzionano, e sono onesti finché vengono presentati per quello che sono: un effetto ottico temporaneo, non una correzione.

Quando una borsa è il problema principale e disturba davvero, le opzioni che la riducono sono di competenza medica e chirurgica — riposizionamento o rimozione del grasso erniato, trattamenti sul volume — e si discutono con un medico, non con un'estetista e non con un laboratorio cosmetico. Diciamo con chiarezza dove finisce il nostro campo: chi scrive questi testi e con quali fonti è spiegato in una pagina dedicata.

Quando conviene farla vedere a un medico

Una borsa stabile, simmetrica, presente da anni e che cambia lentamente è quasi sempre una questione di conformazione. Vale invece la pena di far valutare la situazione da un medico quando il gonfiore compare all'improvviso in una zona che prima era liscia; quando è nettamente asimmetrico, con un occhio molto più coinvolto dell'altro; quando si accompagna a dolore, arrossamento, prurito intenso o alterazioni della vista; quando riguarda anche altre parti del corpo, per esempio le caviglie, perché in quel caso il tema non è la palpebra ma il bilancio dei liquidi. Non è allarmismo: sono situazioni in cui la domanda giusta non è quale crema comprare.

La parte onesta

Nessun cosmetico elimina una borsa sotto gli occhi. Non lo fa la nostra formulazione e non lo fa nessun'altra, perché la borsa è un problema di volume e di struttura profonda, e un cosmetico lavora in superficie. Chi promette il contrario sta usando il nome sbagliato per l'inestetismo, oppure sta descrivendo l'effetto teso e temporaneo di un polimero, oppure sta mostrando una fotografia con una luce diversa.

Quello che un buon prodotto per il contorno occhi fa è più modesto e comunque ha senso: mantiene la pelle idratata e più liscia, migliora il colore quando la componente di colore c'è, attenua il gonfiore transitorio del mattino, e nel giro di mesi lavora sulla qualità della pelle rallentando quello che si può rallentare. Sommate, queste cose rendono la zona meno stanca. Non rendono il profilo piatto.

La cosa più utile, prima di comprare qualunque cosa, resta capire che cosa si ha: una borsa, un'occhiaia, un gonfiore che passa, o le tre insieme in proporzioni diverse. Le risposte sono diverse per ciascuna, e una delle tre non ha risposta cosmetica. Per capire che cosa fa ciascun ingrediente prima di sceglierlo, la Biblioteca degli Ingredienti raccoglie le schede una per una.

Scritto dal Laboratorio Hunger Ricci

Dr. Gabriella Hunger Ricci AG, Novazzano, Canton Ticino. Formuliamo dal 1976.

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