Crema giorno e crema notte: che differenza c'è

|Laboratorio Hunger Ricci
Due vasetti di vetro identici, uno in luce e uno in ombra, su sfondo diviso in diagonale

La differenza fra una crema giorno e una crema notte esiste, ma non è quella che di solito viene raccontata. Non è che la pelle di notte accenda un programma diverso e chieda ingredienti diversi: è che le due creme vengono formulate per due situazioni d'uso diverse. Una deve stare sotto il trucco, asciugare in fretta e convivere con tutto quello che si deposita su un viso durante la giornata. L'altra resta sul viso per ore senza che nessuno ci applichi nulla sopra, e può quindi permettersi una consistenza più ricca. È una differenza di forma cosmetica e di contesto, non di biologia. Capire questo serve a decidere una cosa pratica: se avete davvero bisogno di comprare due vasetti.

In breve

  • La crema giorno è quasi sempre più leggera, con fase esterna acquosa: assorbe in fretta, non unge, si lascia coprire da altro.
  • La crema notte è più ricca e più grassa: resta più a lungo in superficie e frena l'evaporazione dell'acqua dalla pelle.
  • La differenza vera è nella struttura dell'emulsione e nella quantità di fase grassa, non in un presunto orologio biologico della pelle.
  • Due prodotti non sono obbligatori. Se la vostra pelle sta bene con una crema sola, una crema sola basta; il secondo vasetto ha senso quando la sera la pelle chiede palesemente più sostanza.
  • Quando serve il medico: rossore persistente, prurito, desquamazione che non si risolve, lesioni che non guariscono. Non sono problemi che si risolvono cambiando crema.

Che cosa cambia davvero fra le due formule

Le creme sono emulsioni: dispersioni stabili di un liquido in un altro che non si mescolerebbe. Le particelle disperse sono microscopiche, dell'ordine di 1-20 micron. La differenza che conta sta in quale delle due fasi sta fuori.

In un'emulsione olio in acqua (O/A) la fase esterna è acquosa. Il risultato è una crema leggera, non untuosa, ad assorbimento rapido, diluibile con acqua. La fase grassa arriva tipicamente fino a circa il 45 per cento. Sono le emulsioni delle creme protettive, delle creme idratanti e dei latti detergenti: cioè, nella grande maggioranza dei casi, le creme giorno.

In un'emulsione acqua in olio (A/O) la fase esterna è oleosa. La crema è più grassa, più untuosa, non si diluisce con acqua e non conduce corrente. In certe formule la fase acquosa interna arriva al 70-80 per cento. Queste sono le classiche creme da notte, insieme alle basi da massaggio. Se volete entrare nel dettaglio tecnico, ne abbiamo scritto a parte in emulsioni O/A e A/O.

Perché di giorno conviene la leggerezza

Di giorno la crema deve convivere con altro. Sopra ci va spesso un fondotinta o una protezione; sotto c'è una pelle che nel corso delle ore produce sebo e sudore. Una texture pesante, in quelle condizioni, si sente e rende difficile applicare qualsiasi cosa sopra. Da qui la scelta quasi universale dell'emulsione O/A per il mattino.

C'è poi una ragione di contenuto. Durante il giorno la pelle è esposta a radiazione ultravioletta, inquinamento, fumo e stress, che insieme al normale metabolismo generano radicali liberi: molecole instabili con un elettrone spaiato, che aggrediscono i lipidi di membrana, le proteine e il DNA. È esattamente la ragione per cui in cosmetica si impiegano antiossidanti, e il motivo per cui molte creme giorno ne contengono. Nei nostri prodotti questo ruolo lo svolgono la vitamina E, il coenzima Q10 e l'estratto di tè verde.

Va detto subito, però, che un antiossidante in crema non sostituisce una protezione solare: sono due cose diverse con due meccanismi diversi, e solo la seconda riduce la dose di ultravioletti che arriva alla pelle. Su quanto prodotto serve e ogni quanto si riapplica, abbiamo un articolo dedicato: quanta protezione solare metterne.

Perché la sera si può osare una texture più ricca

La sera il vincolo pratico sparisce. Non c'è nulla da applicare sopra, nessuno deve guardarvi nell'ora successiva, e il prodotto resta sul viso per molte ore. Una fase grassa più abbondante, che di mattina sarebbe fastidiosa, qui diventa semplicemente una scelta possibile.

Che cosa fa, in pratica, quella fase grassa in più? Due cose distinte, che vale la pena non confondere. Gli emollienti sono i grassi che ammorbidiscono lo strato corneo e ne migliorano la scorrevolezza: il burro di karité, l'olio di jojoba, che chimicamente è una cera liquida e non un olio, lo squalano. Gli occlusivi invece formano un film in superficie e frenano l'evaporazione: il dimeticone, per esempio, per via dell'alto peso molecolare resta in superficie e non penetra, ed è proprio per questo che si usa nelle creme che devono fare da barriera.

Accanto a questi ci sono gli idratanti, che trattengono acqua nello strato corneo: la glicerina è il più classico. L'acido ialuronico appartiene allo stesso gruppo, ma è una macromolecola e resta in superficie. Chiamarlo emolliente sarebbe sbagliato: emolliente è il grasso che ammorbidisce, idratante è la sostanza che trattiene acqua.

Quello che il "ritmo notturno" non dimostra

Qui arriva la parte che di solito viene saltata. L'argomento di vendita della crema notte è che la pelle, mentre dormiamo, si rigenererebbe più intensamente. Nei riferimenti su cui lavoriamo non troviamo un dato che sostenga questa versione nei termini in cui viene raccontata.

Quello che sappiamo con certezza è che il rinnovamento dell'epidermide è un processo lento e continuo: il ciclo di cheratinizzazione dura 28 giorni, di cui circa quattordici di migrazione dallo strato basale allo strato corneo e circa quattordici di permanenza nel corneo prima della desquamazione. Rallenta con l'età. Non è un processo che si accende alle ventitré e si spegne all'alba: è un flusso che va avanti ventiquattro ore su ventiquattro.

Lo stesso vale per la perdita d'acqua transepidermica, la TEWL: la perdita insensibile di riferimento è di 300-400 ml al giorno e aumenta per ragioni identificate, cioè ambienti caldi e secchi, lesioni cutanee, pelle secca o disidratata, detergenti troppo forti, esfolianti aggressivi ed età. L'ora del giorno non compare in quell'elenco.

La conclusione onesta è questa: la crema notte ha senso per quello che è, cioè una formula più ricca che potete permettervi quando non dovete metterci nulla sopra. Non ha bisogno di una giustificazione cronobiologica.

Come si leggono le due etichette

Il modo più rapido per capire se avete davvero in mano due prodotti diversi è mettere i due INCI uno accanto all'altro. Se la lista è quasi identica e cambia poco oltre al profumo, avete due varianti della stessa formula. Se invece nella versione notte compaiono più grassi, burri e cere, la differenza c'è ed è quella tecnica di cui sopra.

Un secondo criterio è il pH. Il film idrolipidico ha un pH debolmente acido, fra 4,5 e 5,5 sul viso, e tutti i prodotti che restano sulla pelle dovrebbero stare in quel range, mattino o sera che sia. Le eccezioni sono trattamenti saltuari: le maschere esfolianti enzimatiche, che agiscono solo in ambiente alcalino, e le formule all'acido glicolico, tamponate fra 3,5 e 4. Una crema quotidiana, giorno o notte, non ha motivo di uscire dal range fisiologico.

Terzo: non fatevi impressionare dalla profondità promessa. Lo strato corneo seleziona parecchio, e penetrano con più facilità le molecole sotto i 500 dalton: il meccanismo è spiegato in come un attivo entra nella pelle.

Quando una crema sola basta

Nella maggior parte dei casi. Se la vostra pelle è in equilibrio, se non tira la sera e non lucida troppo al mattino, una buona crema usata due volte al giorno fa il suo lavoro. Il secondo prodotto diventa ragionevole quando la sera la pelle chiede visibilmente più sostanza di quanta la crema del mattino ne possa dare senza diventare scomoda sotto il trucco, o quando l'inverno secco cambia davvero le richieste della pelle.

Una nota che vale per entrambi i momenti: il NMF, la miscela igroscopica che trattiene acqua nello strato corneo, è fatto di sostanze idrosolubili e viene rimosso anche dal semplice risciacquo con acqua. Applicare qualcosa dopo la detersione non è un vezzo: è il momento in cui serve davvero.

Se invece quello che cercate è una concentrazione di attivi maggiore e non una texture più ricca, il prodotto giusto probabilmente non è una crema notte ma un siero, che è una forma cosmetica diversa: ne abbiamo parlato in a cosa serve un siero viso.

Domande frequenti

Posso usare la crema notte anche di giorno?

Sì, se la tollerate. L'unico problema reale è pratico: una texture ricca sotto il trucco o sotto una protezione solare può risultare scomoda e rendere l'applicazione irregolare. Se la usate da sole, senza nulla sopra, e la pelle non reagisce, non c'è nessuna controindicazione.

La crema giorno va bene anche la sera?

Nella grande maggioranza dei casi sì. Una crema giorno la sera semplicemente idrata e protegge un po' meno a lungo di una formula più ricca. Se la mattina dopo la pelle non tira e non è ruvida, state già facendo abbastanza.

La crema notte fa venire i brufoli?

Non in sé, ma una formula con molta fase grassa può non essere la scelta giusta su una pelle già seborroica o tendente alle impurità. Se dopo qualche settimana notate più punti neri o più impurità nelle zone che di solito sono grasse, alleggerite la texture: è un problema di forma cosmetica, non di ingrediente specifico.

Come si riconosce in etichetta una crema più ricca?

Guardate quanto spazio occupano nella lista i grassi, cioè oli, burri e cere, rispetto alle sostanze acquose. Una formula in cui compaiono presto e in numero è una formula più ricca. È più affidabile della parola "notte" sulla confezione, che non è una categoria regolamentata.

Servono davvero due prodotti diversi?

No, non sono obbligatori. Sono utili quando le esigenze del mattino e della sera divergono abbastanza da non poter essere coperte dallo stesso prodotto. Se non divergono, comprarne due è una spesa che non restituisce niente.

La parte onesta

Nessuna crema, di giorno o di notte, ricostruisce il collagene del derma, né cancella una ruga formata. Un cosmetico lavora sull'epidermide e sulla superficie: anzi, nella formulazione cosmetica l'effetto sistemico, cioè l'attivo che finisce in circolo, è considerato un effetto indesiderato da evitare, non un obiettivo. Quello che una crema ricca fa davvero, e lo fa bene, è limitare la perdita d'acqua e rendere lo strato corneo più morbido e meno reattivo. È molto, per il comfort e per l'aspetto della pelle. Non è rigenerazione.

La seconda cosa da dire riguarda la categoria in sé: "crema notte" non è una definizione normata. Non esiste una soglia di legge su quanta fase grassa debba contenere un prodotto per chiamarsi così. È un nome commerciale, e il contenuto va verificato in etichetta. Su come lavoriamo e su quali fonti usiamo, abbiamo scritto una pagina apposta: il laboratorio.

E la terza: se la pelle la sera tira sempre, se si desquama, se è rossa in modo persistente o se compaiono lesioni che non guariscono, nessuna delle due creme è la risposta. Quelle sono situazioni da dermatologo, e rimandarle comprando un vasetto in più non le risolve.

Per il dettaglio sui singoli ingredienti nominati qui, trovate ogni scheda nella Biblioteca degli Ingredienti.

Scritto dal Laboratorio Hunger Ricci

Dr. Gabriella Hunger Ricci AG, Novazzano, Canton Ticino. Formuliamo dal 1976.

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