Deodorante o antitraspirante: la differenza e quale scegliere

|Laboratorio Hunger Ricci
Un blocco traslucido di allume di rocca su fondo diviso in diagonale fra rosa e bianco osso

Sullo stesso scaffale, nello stesso formato, con lo stesso prezzo: deodorante e antitraspirante sembrano due nomi per la stessa cosa. Non lo sono. Agiscono su due bersagli diversi e, se si sceglie quello sbagliato, si resta con il problema che si voleva togliere. La differenza non è commerciale: è fisiologica.

In breve

  • Il deodorante non riduce il sudore: agisce sui batteri della pelle, che sono quelli che producono l'odore.
  • L'antitraspirante agisce sul dotto della ghiandola sudoripara e riduce la quantità di sudore che arriva in superficie. Se si suda poco ma si teme l'odore, è un prodotto che non serve.
  • Il sudore appena prodotto è inodore. L'odore nasce dopo, dalla degradazione batterica del secreto delle ghiandole apocrine, che ci sono solo in poche zone del corpo.
  • Sull'alluminio il comitato scientifico europeo si è espresso dopo un riesame completo: alle condizioni d'uso valutate non ha ritenuto che l'impiego nei deodoranti e negli antitraspiranti sia un problema di sicurezza.
  • Una sudorazione che bagna i vestiti a riposo, che compare di notte o che cambia odore all'improvviso non è un problema cosmetico: va vista dal medico.

Da dove viene l'odore (e perché non è il sudore)

La pelle ha due tipi di ghiandole sudoripare, e confonderle è l'origine di quasi tutti i malintesi su questo argomento.

Le ghiandole eccrine sono distribuite su tutta la superficie corporea e sono particolarmente abbondanti su palmo della mano, pianta del piede e fronte. Il loro secreto è incolore e inodore: circa il 99% è acqua, il resto si divide fra una piccola quota di soluti organici e una di soluti inorganici. La secrezione è intermittente e parte quando serve: temperature superiori ai 31 gradi, esercizio fisico, stress. Abbassa la temperatura corporea, elimina acqua, sali e scorie, e contribuisce alla formazione dell'NMF, il fattore idratante naturale della pelle. Il sudore eccrino, in sostanza, è un meccanismo di raffreddamento, e di suo non ha odore.

Le ghiandole apocrine sono un'altra storia. Non stanno dappertutto: si trovano nelle regioni ascellari, nelle areole mammarie, nel perineo, nell'inguine, nel canale auricolare esterno e nel vestibolo nasale. Fanno parte dell'apparato pilosebaceo di quelle zone e il loro dotto sbocca nella prima porzione del follicolo pilifero, non direttamente in superficie. Si completano alla pubertà, sotto controllo ormonale: è il motivo per cui l'odore ascellare compare in adolescenza e non prima. Il loro secreto è più denso di quello eccrino, circa il 95% acqua, e il resto è fatto di proteine, glucidi e lipidi. La produzione è continua.

Quelle proteine e quei lipidi sono il punto. Appena arrivano in superficie incontrano la flora residente della pelle, in particolare i corinebatteri, e vengono degradati: è da quella degradazione che nascono le sostanze volatili maleodoranti. L'odore ascellare non è il sudore, è il prodotto di una digestione batterica che avviene sulla pelle.

Un dettaglio rende l'ascella un ambiente particolarmente favorevole a questo lavoro. Il film idrolipidico ha un pH fra 4,5 e 5,5, e quell'acidità è di per sé un freno alla proliferazione batterica; ma il valore cambia con la sede: sul viso sta fra 4,8 e 5,5, sul corpo intorno a 5,6, nell'ascella può salire fino a 6,5. Più la pelle è occlusa, calda, umida e vicina alla neutralità, più i batteri lavorano in fretta.

Il deodorante lavora sui batteri

Un deodorante è un cosmetico di trattamento che agisce sull'odore, non sulla sudorazione. Può farlo in tre modi, spesso combinati.

Il primo è ridurre la carica batterica. Qui rientrano gli antibatterici veri e propri, come la clorexidina digluconato, il cui impiego nei cosmetici è disciplinato dalla normativa, e alcune materie prime vegetali con attività antimicrobica: il tea tree oil e l'olio essenziale di salvia sono i due tradizionalmente impiegati nelle formule deodoranti. "Vegetale" però non significa "delicato": gli oli essenziali sono anche fra le materie prime cosmetiche con più potenziale allergizzante, ed è per questo che i loro componenti compaiono singolarmente in fondo all'INCI come allergeni delle fragranze.

Il secondo è intervenire sul lavoro dei batteri invece che sui batteri stessi. È l'approccio del trietil citrato, un estere dell'acido citrico che da anni compare nelle formule deodoranti: l'idea non è sterilizzare l'ascella, cosa né possibile né desiderabile, ma rendere l'ambiente meno adatto alla trasformazione del secreto in molecole odorose.

Il terzo, il più semplice, è coprire: la profumazione non è un meccanismo, è un mascheramento.

Un buon deodorante, accanto a questo, non dovrebbe aggredire la pelle che tratta. L'ascella è sottoposta a rasatura, attrito e occlusione, e dopo la lama la barriera è temporaneamente aperta: è il motivo per cui in queste formule hanno senso lenitivi come l'allantoina, il bisabololo, il pantenolo e l'estratto di hamamelis, e un idratante come la glicerina.

L'antitraspirante lavora sul dotto

L'antitraspirante ha un obiettivo diverso: ridurre la quantità di sudore che raggiunge la superficie. Lo fa con i sali di alluminio, e il meccanismo comunemente descritto è la formazione, al contatto con il sudore, di un deposito che restringe temporaneamente lo sbocco del dotto. "Comunemente descritto" perché i dettagli di quel processo sono ancora discussi, e preferiamo dirlo che raccontare una certezza che non c'è.

Due conseguenze pratiche. La prima è che l'effetto è temporaneo e locale: riguarda i dotti su cui il prodotto è stato applicato, e si esaurisce con il normale ricambio dello strato corneo. La ghiandola non viene spenta, e il corpo non smette di termoregolarsi perché qualcuno ha messo un antitraspirante sotto le ascelle: la superficie interessata è una frazione minima di quella totale, e le eccrine lavorano ovunque.

La seconda è che, riducendo il sudore, un antitraspirante riduce anche l'odore: toglie una parte del substrato e dell'umidità su cui i batteri lavorano. Per questo molti prodotti sono entrambe le cose. Il contrario non vale: un deodorante puro non vi farà sudare di meno.

Antitraspirante fa male? Cosa dice la valutazione europea

È la domanda più cercata su questo argomento, e merita una risposta sobria. L'alluminio nei cosmetici è stato riesaminato dal comitato scientifico europeo per la sicurezza dei consumatori, l'organismo che valuta gli ingredienti cosmetici per conto della Commissione. La conclusione del parere finale è che, alle condizioni d'uso esaminate, l'impiego nei deodoranti e negli antitraspiranti non è considerato un problema di sicurezza. È il verdetto di un comitato tecnico su dati di esposizione, non una garanzia definitiva: le valutazioni si riaprono quando arrivano dati nuovi. Ma allo stato attuale il collegamento fra antitraspiranti e patologie gravi non ha trovato conferma negli organismi che hanno il compito di cercarla.

Su quali fonti consideriamo utilizzabili per scrivere abbiamo una pagina dedicata: ci sembra più onesto che dichiarare un verdetto senza mostrare da dove arriva.

Resta un punto su cui vale la pena essere chiari, perché riguarda una convinzione diffusa. L'allume di rocca, venduto come alternativa naturale a chi vuole evitare l'alluminio, è chimicamente un solfato doppio di alluminio e potassio: contiene alluminio per costituzione. Si può preferirlo per altre ragioni, ma non per quella.

Come si riconoscono in etichetta

La distinzione non sta nel nome commerciale, che spesso dice "deo" su entrambi, ma in due punti della confezione.

Il primo è la funzione dichiarata. Un prodotto che riduce la sudorazione lo scrive, perché è la sua ragione di esistere: comparirà la parola antitraspirante, o un riferimento al controllo del sudore e alla durata in ore. Se si parla solo di freschezza e di odore, è un deodorante.

Il secondo è l'INCI. Nei prodotti antitraspiranti i sali di alluminio compaiono in posizione alta nell'elenco, con nomi che iniziano quasi sempre per Aluminium o Aluminum. Se nell'INCI non c'è nulla di simile, il prodotto non riduce il sudore, comunque sia pubblicizzato.

Conta anche la forma cosmetica: uno stick è una forma solida anidra, senza acqua, con un sistema conservante diverso da quello di un roll-on. Gli spray idroalcolici danno la sensazione di fresco più immediata, ma su pelle appena rasata l'alcol è la variabile che spiega il bruciore.

Domande frequenti

Meglio il deodorante o l'antitraspirante?

Dipende da quale dei due problemi avete. Se la sudorazione è normale e il fastidio è l'odore, basta un deodorante. Se il problema sono gli aloni, i vestiti bagnati e la quantità di sudore, serve un antitraspirante, che agendo sul sudore riduce anche l'odore. Non c'è un prodotto migliore in assoluto: c'è quello giusto per il bersaglio.

L'antitraspirante fa male?

Il comitato scientifico europeo per la sicurezza dei consumatori ha riesaminato l'alluminio nei cosmetici e, alle condizioni d'uso valutate, non ha ritenuto l'impiego nei deodoranti e negli antitraspiranti un problema di sicurezza. I collegamenti con patologie gravi che circolano da anni non hanno trovato conferma. Resta vero che su pelle lesa o appena rasata questi prodotti possono irritare, ed è una ragione pratica, non tossicologica, per aspettare.

Si può mettere il deodorante sulla pelle appena depilata?

È meglio evitare nell'immediato. La rasatura e l'epilazione lasciano una barriera temporaneamente aperta e la pelle reagisce ad alcol, profumo e sali con bruciore e rossore. Dopo una ceretta la raccomandazione professionale è di lasciar passare circa ventiquattro ore prima di tornare a prodotti alcolici, sole, sauna e piscina.

L'allume di rocca è senza alluminio?

No. L'allume di rocca è un solfato doppio di alluminio e potassio: l'alluminio è parte della sua composizione chimica. Chi lo sceglie per evitare l'alluminio sta facendo un acquisto basato su un equivoco.

Perché il deodorante smette di funzionare dopo qualche ora?

Perché la produzione apocrina è continua e i batteri che degradano il secreto sono flora residente, non contaminanti occasionali: tornano. Un deodorante riduce e rallenta, non azzera. Se l'odore ricompare sistematicamente in poche ore nonostante una detersione regolare, o se cambia carattere, conviene parlarne con il medico anziché cambiare marca una quinta volta.

La parte onesta

Nessuno dei due prodotti risolve l'iperidrosi. Una sudorazione che bagna gli indumenti a riposo, che compare di notte, che è comparsa all'improvviso o che è accompagnata da altri sintomi è una questione medica, e ha percorsi terapeutici che un cosmetico non può e non deve sostituire: la valutazione spetta al medico.

Un deodorante non cambia il vostro odore corporeo di base, che dipende da genetica, ormoni, alimentazione e composizione della flora cutanea. Non "regola" le ghiandole, non le educa e non le riduce di numero: agisce sulla superficie, per il tempo in cui ci resta. E non schiarisce la pelle dell'ascella: se il problema è il colore più scuro, le cause sono altre e il deodorante non è né la causa principale né la soluzione.

Infine il punto che ci sta più a cuore: sterilizzare l'ascella non è un obiettivo. La flora residente compete con i patogeni, produce acidi grassi antibatterici e contribuisce alla risposta immunitaria della pelle. Un prodotto che promettesse di eliminarla starebbe promettendo un danno.

Se volete capire che cosa fa, davvero, un singolo ingrediente che avete letto in etichetta, trovate la scheda nella Biblioteca degli Ingredienti.

Scritto dal Laboratorio Hunger Ricci

Dr. Gabriella Hunger Ricci AG, Novazzano, Canton Ticino. Formuliamo dal 1976.

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